A cura di Giorgio Ceccarelli Paxton
"New Releases - Novità Audio/Video"
DOREMI DHR 7959
Schubert: Sonata in A major, D.664 (Op.120), Impromptu in Ab major, D.899 (Op.90) No.4; Liszt: Funérailles (No.7 from Harmonies poétiques et réligieuses), Gnomenreigen (No.2 from Konzertetüden), Liebestraum No.2, Liebestraum No.3, Valse oubliée No.1 in F# minor, Valse oubliée No.2 in Ab major, Valse oubliée No.3 in Db major, Sonetto del Petrarca No.123 (from Années de Pèlerinage II), Feux Follets (No.5 from Études d'exécution transcendante)
Recensione del CD Doremi "Sviatoslav Richter Archives Vol.18" di Giorgio Ceccarelli Paxton.
Anche questo nuovo cd della serie Legendary Treasures della Doremi dedicato a Richter ed intitolato Sviatoslav Richter Archives volume 18 (Doremi DHR 7959) propone un concerto di Budapest. Il precedente volume nr.17 (DHR 7954) presentava il concerto del 27.8.1967, mentre questo si riferisce al concerto del 11 febbraio 1958. Era il periodo in cui Richter non poteva ancora uscire dall’URSS e dai paesi satelliti e quindi abbondano le registrazioni dei suoi concerti in questa area geografica. Non sorprende quindi che i concerti fino alla fine degli anni ’60 ben difficilmente siano disponibili su etichette “occidentali”. Anche questo non sfugge alla regola, essendo stato finora disponibile per gli appassionati solo in registrazioni amatoriali.
Programma iperomantico con Schubert e Liszt, ma dal programma originario del concerto (lunghissimo) mancano 5 brani e precisamente il Momento musicale op.94 nr.1 (presente però sul Doremi DHR 7940/1), l’Impromptu op.90 nr.2 e 3 di Schubert e Konzerstuck e Mephisto Waltz di Liszt.
Queste mancanze (assenti anche sulle registrazioni amatoriali) confermano che questo cd è stato ripreso da queste ultime più che dalla registrazione ufficiale che (senza dubbio) sarà presente negli archivi della radio ungherese. D’altronde lo stesso estensore del succinto ma interessante libretto, Ates Tanin - tra i maggiori conoscitori e collezionisti di Richter, cui si deve la cura di questa serie - sembra confermarlo.
Un Richter quarantatreenne va ascoltato subito (la Doremi ormai è reperibile in quasi tutti i negozi di dischi) anche se attendiamo con interesse e impazienza il cofanetto edito dalla Radio Ungherese con l’integrale (sembra) dei concerti richteriani in Ungheria, la cui uscita è stata anticipata su questo blog.
BBC Legends: Schubert, Bartok, Szymanowski, Prokof'ev (London 7th December 1970).
Recensione di Giorgio Ceccarelli Paxton
Continuano le benemerite uscite per l’etichetta della BBC dei concerti inglesi di Sviatoslav Richter.
Inutile chiedersi perché non accada altrettanto in Italia a cura della RAI, visto che le sue teche contengono moltissimi tesori musicali, e non solo di Richter. Forse non vi è altra risposta che l’incuria o l’ignoranza della RAI o ambedue.
Questo nuovo disco della BBC è molto interessante in quanto questo concerto alla Royal Festival Hall di Londra del 7 dicembre 1970, quindi di un Richter cinquantacinquenne nel pieno delle sue forze e della sua maturità artistica, non era mai stato edito ufficialmente, circolandone solo tra i collezionisti la registrazione amatoriale.
Il concerto è praticamente completo, mancando solo i tre bis (due pezzi di Prokofiev – Paysage e Valse e l’ Hommage a Haydn di Debussy) ma il cd è assolutamente saturo occupando pieni 80 minuti.
E’ superfluo soffermarsi sulle esecuzioni, tutte di altissimo livello, mentre due parole di assoluto biasimo vanno spese per il libretto di Chris de Souza, che incorre in un banale errore quando afferma che Richter ha inciso tutte le sonate schubertiane, e che incautamente si avventura in nebulosità metafisiche quando – parlando di Masques di Szymanowski - afferma (traduco) : “Vide Richter in questi lavori una metafora per la maschera che dovette indossare per nascondere il suo (allora illegale) orientamento sessuale? Lo stupefacente scoppio al climax di Tantris assomiglia alla personale disperazione per l’onestà e la verità, e la fine rassegnata assomiglia all’accettazione della sua impossibilità”. E poi continua con un’altra considerazione che non c’entra niente: “C’è anche una connessione personale in quanto Tantris fu dedicato a Neuhaus, il suo maestro”. Che vuol dire? Cosa vuol dimostrare?Per fortuna gli ottanta minuti di esecuzioni del Maestro, valgono ben più di queste quattro chiacchiere la cui lettura non è indispensabile.

Melodiya MEL CD 10 01626: 1. Polonaise-Fantaisie Op.61; 2-3. Valses Op.34/3, Op.70/3; 4-7. Mazurkas Op.63/3, Op.67/3, Op.68/3, Op.Posth. no.2, Etude Op.25/7, Scherzo Op.54; 10-12. Nocturnes Op.15/1-3; 13-14. Nocturnes Op.62/2, Op.72/1; 15. Etude Op.10/4. Sala Grande Conservatorio. 10 Ottobre 1976 (1-9, 15), 6 Ottobre 1971 (10-12), 26 Maggio 1967 (13-14)
I. Suite Bergamasque (1-4), June, 5, 1979; II. Préludes, Livre I (5-8), 1961-(5, 7-8), October, 10, 1976-(6): Danseuses de Delphes: Lent et grave; Le vent dans la plaine: Animé; La sérénade interrompue: Modérément animé; La danse de Puck: Capricieux et léger. III. 12 Préludes, Livre II (9-20), May, 26, 1967. - Published for the first time on Cd
MELODIYA MEL CD 10 0162, MELODIYA MEL CD 10 01622
Recensione del CD Melodiya "Richter plays Chopin", di Giorgio Ceccarelli Paxton (Novità)
I più accesi collezionisti di Richter probabilmente hanno già questi brani nei loro scaffali. Infatti i seguenti (eseguiti a Mosca nella Sala Grande del Conservatorio il 10.10.1976):
Polonaise-Fantaisie op.61; Valzer op.34 nr.3, Valzer op.70 nr.3 , Mazurca op.63 nr.3, Mazurca op.67 nr.3, Mazurca op.68 nr.3, Mazurca op.post.nr.2, Studio op.25 nr.7, Scherzo nr.4 op.54, Studio op.10 nr.4 si trovano nel DVD TRITON DMEC 38002, ma è anche vero che sono pezzi che non erano ancora usciti su cd audio, tranne lo Studio op.10 nr.4 già presente su Music & Art 775 e su KICC 2273).
Poi abbiamo i Tre Notturni op.15 (eseguiti nello stesso posto ma il 6.10.1971) che erano usciti sul cd YEDANG YCC 0114, attualmente di difficile reperimento
Infine i Notturni op.62 nr.2 e op.72 nr.1 op.post. (eseguiti sempre alla "Bolshoi" il 26.5.1967) non erano ancora stati commercializzati ed erano presenti finora solo su registrazioni private. Insomma la scarsa reperibilità dei supporti fonografici succitati (mi pare che il dvd Triton e il cd Yedang non siano più in circolazione) consiglia senza dubbio l’esiguo investimento di meno di 7 euro per questo importante cd, che si può trovare su ebay dal venditore Rare Russian Records. Consigliabile chiedere la spedizione raccomandata, considerato lo stato miserevole delle poste italiane. Naturalmente questo suggerimento di acquisto è tanto più valido per coloro che non sono collezionisti rigorosi del Maestro e che non possono perdere un tutto Chopin richteriano degli anni ’60 e ’70. Il libretto (di A. Zhitkova) è tanto ben fatto quanto breve e scarno, e ci si rammarica che non sia più esteso perché l’autore sa di cosa sta parlando.
Dal punto di vista interpretativo cosa dire che non sia già stato detto ? Richter è Richter e sarebbe interessante conoscere sul suo Chopin il parere degli appassionati che hanno la cortesia di leggere questo blog, nel quale gli interventi, oltre che graditi, sono ovviamente aperti a tutti.
Recensione del CD Melodiya "Richter plays Debussy", di Giorgio Ceccarelli Paxton
Disco importante, probabilmente imperdibile, per tutti coloro che amano l’arte di Sviatoslav Richter.
Un tutto Debussy che svela come Richter percepiva e ricreava il mistero del compositore francese. Un Debussy eviscerato da ogni compromesso romantico e reso nella sua purezza non solo timbrica ma collocato storicamente tra i creatori della nuova musica moderna. Frequente, nei suoi concerti, l’accoppiamento Chopin – Scriabin o Debussy – Prokofiev ma mai Caikovskij – Debussy, a significare che Debussy non è mai stato concepito come un prosecutore del Romanticismo, ma come l’antesignano di una nuova era.
Dal punto di vista esecutivo i brani presentati (tutti provenienti dalla Sala Grande del Conservatorio di Mosca) non erano mai usciti precedentemente su dischi ufficiali, ad eccezione del Preludio Le vent dans le plaine del 10.10.1976 (sul semi-ufficiale MUSIC & ARTS 775, ma anche visibile in dvd DREAMTIME CLASSICS JPBX 13805) .
La Suite Bergamasque è del 5.6.1979, i preludi Livre I Danseuses de Delphes, La serenade interrompue, La danse de Puck sono del 30.11.1961 mentre l’integrale dei Preludes Livre II è del 26.5.1967. Le registrazioni suddette, in queste date, circolavano solo tra gli appassionati come registrazioni amatoriali. La qualità audio va dal buono all’ottimo. Infine le note (a cura di A. Zhitkova in inglese e russo) sullo scarno libretto sono interessanti e centrate (a parte la definizione di Debussy come Impressionista che ormai si può ritenere definitivamente superata, sia perchè rifiutata dallo stesso compositore, sia perchè superata dagli studi degli ultimi cinquant’anni) incentrandosi sui criteri interpretativi di Richter nei confronti di Debussy
Cello Sonatas: Brahms: Cello Sonata in E, Op. 38; Grieg: Cello Sonata in A, Op. 36; Shostakovich: Cello Sonata in D, Op. 40. Mstislav Rostropovich - cello, Sviatoslav Richter - piano (Brahms, Grieg), Benjamin Britten - piano (Shostakovich). Recorded: Parish Church, Aldeburgh, 20 June 1964 (Brahms, Grieg). Parish Church, Aldeburgh, 14 June 1964 (Shostakovich)
BBC LEGENDS BBCL 4263
Recensione del CD BBC Legends, di Giorgio Ceccarelli Paxton
Strano il destino discografico della Sonata per violoncello e piano nr.1 in mi minore op.38 di Johannes Brahms e della Sonata per violoncello e piano in la minore op.36 eseguite dai due giganti russi a Aldeburgh il 20 giugno 1964. Dal momento della loro esecuzione ad oggi sono passati 45 anni e non erano mai stati editi ufficialmente in qualità audio rilevante. Durante questo tempo sono state commercializzate su ben 7 LP e 6 CD tutte di case diverse, tutte non ufficiali. Il che significa che gli appassionati ed i collezionisti hanno già avuto occasione di ascoltare queste esecuzioni, che finalmente escono con il crisma della ufficialità nella collana BBC LEGENDS, e finalmente con qualità audio eccellente.
Perché ci sia voluto tanto tempo per queste esecuzioni live di assoluto riferimento non è dato sapere, comunque meglio tardi che mai. Questa uscita è tanto più importante se si considera che di questi brani, nell’esecuzione di Richter e Rostropovich, non esistono altre incisioni ufficiali, se non qualcosa di amatoriale da Mosca negli anni ’50.
Il cd è completato e impreziosito dalla Sonata per violoncello e pianoforte in re minore op.40 di Shostakovich eseguita da Rostropovich con Benjamin Britten al piano sempre ad Aldeburgh il 14 giugno 1964.
Live Classics: Oleg Kagan: Debussy, Szymanowski, Denisov. OLEG KAGAN EDITION VOL. XXXIII
Debussy: Sonata for violin and piano (Vassily Lobanov, piano). Szymanowski: Three Paganini-Caprices for violin and piano nn. 20, 21, 24 (Vladimir Skanavi, piano). Denisov: Five Paganini-Caprices for violin and orchestra (Yuri Bashmet, cond.). Szymanowski: Myths for violin and piano (Sviatoslav Richter, piano: 26 October 1982, Brest)
CD LIVE CLASSICS LCL 107
Recensione del Cd Live Classics di Giorgio Ceccarelli Paxton
Nella interessante Oleg Kagan Edition edita dalla Live Classics accade spesso di incontrare brani eseguiti anche da Sviatoslav Richter. In questo cd, già interessante per conto suo causa le esecuzioni della Sonata per violino e piano di Debussy, dei Tre capricci per violino e piano op.40 di Szymanowsky e dei Cinque Capricci di Paganini per violino e orchestra di Edison Denisov (in cui Kagan è accompagnato rispettivamente da Vassilij Lobanov, Vladimir Skanavi, e Yuri Bashmet alla guida della Kuhmo Chamber Music festival) c’è un inedito richteriano importante. Si tratta di Mythes di Karol Szymanowsky (1882 – 1937) eseguito da Kagan e Richter a Brest il 26.10.1982.
Finora questo brano era emerso, nella discografia richteriana, solo in registrazione amatoriale da Parigi il 7.11.1982, e quindi è completamente nuovo in edizione commerciale.
I tre Miti, composti nel 1915 e ispirati come molti altri pezzi del compositore polacco alla Grecia classica, sono intitolati rispettivamente “La fontana di Arethusa”, “Narciso”, “Le driadi e Pan” e sono resi magnificamente dai due artisti che si integrano alla perfezione umanamente prima ancora che artisticamente. Il pianismo di Richter in Szymanowski richiama il timbro e l’atmosfera delle sue esecuzioni debussyane, quindi di livello elevatissimo. Insomma è un disco consigliabile nonostante presenti un prezzo pieno e una non facile reperibilità nei negozi. In internet si può trovare o su ebay o su http://www.jpc.de/.
West Hill Radio Archives: "Sviatoslav Richter in Budapest: The Concert of 9 February 1958"
Franz Schubert: Piano Sonata in C Minor, D. 958 (1828) - Robert Schumann: Toccata in C Major, Op. 7 (1829-33)- Modest Mussorgsky: Pictures at an Exhibition (1874) - Sergei Rachmaninov: Prelude in G-sharp Minor, Op. 32, No. 12 (1910) - Claude Debussy: "The Hills of Anacapri" from Preludes, Book 1 (1909-10), "Bells through the Leaves" from Images, Series 2 (1907).
CD WEST HILL RADIO ARCHIVES WHRA6023
Recensione del CD West Hill Radio Archives, di Giorgio Ceccarelli Paxton
Il Febbraio 1958 fu un mese strepitoso nel già fatato mondo richteriano. Questo è infatti non solo il mese dei sei concerti di Sofia (21, 22, 24, 25, 27, 28), dei quali già si è parlato in questo blog, ma anche dei sette (9, 11, 12, 13, 15, 17, 18) concerti di Budapest, che seguirono a due concerti tenuti a Mosca all'inizio del mese. Quindici concerti in 28 giorni. Meno di uno ogni due giorni. Ma, a parte questo tour de force, ciò che desta maggiore meraviglia sono i programmi che presentò, tutti diversi, con pochissimi brani ripetuti da un concerto all’altro, inframezzati da due recital con Nina Dorliak (12, 15), un recital con il Quartetto Tatrai (13) e quattro concerti con orchestra (17, 21, 22, 27, 28).
Dei concerti di Budapest ne sopravvivono fonicamente a tutt'oggi ben cinque (9, 11, 12, 13, 17), ma si ha motivo di ritenere che anche gli altri due verranno alla luce.
Molte sono state le uscite più o meno ufficiali (in maggior parte meno) su cd e, prima ancora su Lp, di molti dei brani presentati in questi programmi.
Ciò che rende merito a questo disco è non solo la sistematicità del lavoro, cioè l’aver voluto presentare il concerto del 9 Febbraio nella sua interezza (o quasi, manca infatti l'ultimo bis la Prima Valse Oubliée di Liszt), ma l'ottimo lavoro di sound restoring che rende magnificamente (tenuto conto che sono passati più di cinquant'anni) la dolcezza di Schubert, il virtuosismo di Schumann, la complessa struttura di Musorgskij, il mistero di Debussy. G.C.P.
(sopra: manoscritto del programma del concerto del 9 Febbraio 1958 tratto dalla personale Concertografia del Maestro)
Doremi: "Sviatoslav Richter Archives Vol. 16
Francis Poulenc: Concerto for Two Pianos and Orchestra in D minor with Elisabeth Leonskaja - piano, Latvian Symphony Orchestra, Peter Magi - conductor. Live performance, Tours, June 26, 1993. Aubade - Concerto for Piano and 18 Instruments. Jean-François Paillard Chamber Orchestra. Live performance, Tours, July 3, 1965. Max Reger: Quintet for Piano and String Quartet No.2 in C minor, Op.64 with the Borodin String Quartet. Live performance, Leningrad, May 28, 1960.
CD DOREMI DHR-7945
Recensione del CD Doremi "Sviatoslav Richter Archives Vol. 16 di Giorgio Ceccarelli Paxton
Questo cd è molto interessante e fondamentale per gli appassionati dell’arte di Sviatoslav Richter. Infatti propone due pezzi mai usciti in precedenza (il Concerto di Poulenc e il Quintetto di Max Reger) e l’unica edizione in supporto digitale dell’Aubade di Poulenc disponibile finora su dischi in vinile della Melodia e della Chant du Monde di ovvia difficile reperibilità.
Va dunque dato merito all’etichetta canadese, specializzata nel portare alla luce tesori finora giacenti nelle collezioni private degli appassionati, di questa operazione, condotta dalla passione del collezionista Ates Tanin, estensore delle note del breve libretto accompagnatorio.
Il Concerto per due pianoforti e orchestra in re minore di Francis Poulenc è ripreso dal vivo a Tours il 26 giugno 1993 e dimostra il perfetto accordo tra Richter e la Leonskaja. A questo proposito ricordo quanto scrisse Richter nei suoi Diari nel 1992: “Mi è piaciuto ascoltare questo pezzo incantevole con Lisa Leonskaja; vorrei suonarlo, e Lisa sembra non essere contraria all’idea. Quando? Ancora non lo so”. Dopo pochi mesi questo desiderio si realizzò e con ottimi risultati.
L’altro pezzo di Poulenc, Aubade, fu registrato nel 1965, sempre a Tours e mostra l’interesse e l’apprezzamento rivolto da Richter a questo compositore, di cui sono ancora testimonianza le sue parole scritte nel 1973, in occasione di un concerto tutto-Poulenc tenutosi sempre a Tours: “Ho potuto apprezzare molti lavori (di Poulenc) finora a me sconosciuti: la maggior parte di essi incantevoli (Richter riprende l’aggettivo charming) ed eleganti, non esenti da un tocco di sentimentalismo. Non considero Poulenc un grandissimo compositore, ma capisco l’amore che i francesi nutrono per lui e che io non sono tanto distante dal condividere”.
Per quanto riguarda Max Reger, Richter mostra quella stranezza di scelte più volte manifestata nel suo repertorio. Il Quintetto fu eseguito solo nel 1960 e mai più ripreso nel corso della sua carriera. Solo nel 1994 si riavvicinerà a questo autore eseguendo, insieme ad Andreas Lucewicz, le Variazioni su un tema di Beethoven op.86 per due pianoforti. E’ interessante il giudizio espresso sulla musica di questo compositore: “Seria, profonda, ma un po’ ripetitiva, leggermente troppo cerebrale e carente di freschezza”. Anche se Richter si riferiva specificatamente ai Quattro poemi sinfonici su quadri di Bocklin, non si può non condividere l’essenza di questo giudizio.
Nonostante ciò l’interpretazione del Quintetto nr.2 op.64 in do minore, insieme con il Quartetto Borodin in piena forma, è di grandissimo livello.
Doremi: "Sviatoslav Richter Archives Vol. 17: Budapest Recital, August 27, 1967"
Schubert: Fantasia in C major, Wanderer, D. 760. Schumann: Novelettes, Op.21: No.1 in F major and No.2 in D major. Beethoven: Piano Sonata No.7 in D major, Op.10 No.3. Beethoven: Piano Sonata No.17 in D minor, Tempest, Op.31 No.2.
CD DOREMI DHR-7954
Recensione del CD Doremi "Sviatoslav Richter Archives Vol. 17" di Giorgio Ceccarelli Paxton
Questo cd porta all’attenzione degli appassionati un concerto che finora circolava esclusivamente tra i collezionisti: quello di Budapest del 27 agosto 1967. Programma particolarmente ricco con due sonate beethoveniane, una straordinaria Wanderer schubertiana, due Novellette di Schumann, come bis. Il concerto è completo se si considera che i due Impromptu Schubertiani (Op.90 nr.3 e nr.4) qui mancanti (vedi programma manoscritto) erano già stati editati dalla Doremi sul volume 15 (Doremi DHR 7940/1). Che dire del Richter degli anni ’60 più di quello che i suoi adepti già conoscono ? Ben poco. Forse rimarcare che la Wanderer (che tutti conoscono nella incisione in studio a Parigi del 1963, che è, a tutt’oggi, ancora un’edizione di riferimento) è qui resa dal vivo in modo impeccabile ed è tanto più interessante se si considera che esistono poche registrazioni live di questo pezzo, anche tra i collezionisti, e l’unica ufficiale è quella della BBC a Londra del 2.2.1963 e quindi coeva a quella in studio. Anche le Novellette schumanniane sono eseguite con grande sentimento (la nr.1) ed enorme virtuosismo (la nr.2).
Naxos Historical: "Sviatoslav Richter, Early Recordings Vol. 1": 1948-1956 Recordings
Schubert: Moments musicaux, Op. 94, D. 780: No. 1 in C major Recorded in Moscow, 1952. Impromptu, Op. 90, D. 899: No. 2 in E flat major Recorded in Moscow, 1950. Impromptu, Op. 142, D. 935: No. 2 in A flat major Recorded in Moscow in 1952. Chopin: from 12 Etudes, Op. 25: No. 5 in E minor Recorded in Moscow in 1952. Schumann: Fantasiestücke, Op. 12 (excerpts): No. 1. Des Abends, No. 2. Aufschwung; No. 3.Warum?, No. 5. In der Nacht; No. 8. Ende vom Lied Recorded in Moscow in 1948. Schumann: Humoreske in B flat major, Op. 20 Recorded in Moscow in 1956. Producer and Audio Restoration Engineer: Ward Marston.
CD NAXOS HISTORICAL 8.111352
Recensione del CD NAXOS di Giorgio Ceccarelli Paxton
Il famoso produttore Ward Marston scrive nelle note a questo disco: “Richter registrò solo cinque degli otto pezzi delle Fantasiestucke op.12 di Schumann nel 1948. Queste registrazioni non sono mai state pubblicate su LP o CD. Egli registrò nuovamente questi cinque pezzi nel 1956 e aggiunse il nr. 7 Traumes Wirren . Siccome quest’ultima registrazione è ampiamente disponibile, ho deciso di usare le precedenti registrazioni per questa ristampa.”
In effetti il grande merito di questo disco è proprio la riproposizione dei cinque pezzi delle Fantasiestucke eseguiti nel 1948 (secondo alcuni nel 1946, ma anche sulle date degli altri pezzi vi possono essere ipotesi divergenti rispetto a quelle riportate) in studio a Mosca. Usciti esclusivamente su 78 giri, non sono mai stati ristampati; chissà perché visto le decine e decine di riedizioni delle stesse esecuzioni che annualmente saturano il mercato e che ormai tutti gli appassionati possiedono. Solo questi pezzi valgono il davvero modesto prezzo del cd. Prezzo che si spiega non solo con la ormai nota politica della Naxos ma anche perché essendo ormai passati cinquant’anni dalla esecuzione questi brani sono ormai di pubblico dominio. (E’ da notare - come mi spiega il caro amico e “Richterianissimo” Davide Ciaccia - che questo prodotto non è commerciabile in USA perché “là, circa tre anni fa, il pubblico dominio è stato portato a 80 anni e perfino un colosso come Naxos dovette ritirare buona parte della sua bella serie "Historical").
La trasposizione in digitale è molto buona, come tutte le operazioni di Marston. La interpretazione di Richter è straordinaria soprattutto nei pianissimi di Des Abends e Warum ?.
Importante anche la riedizione (parlo ovviamente di QUESTE esecuzioni dei primi anni ’50) del Momento musicale op.94/1 che era uscito solo sul giapponese Green Door GDCS 00030; mentre l’Impromptu op.90/2, l’Impromptu op.142/2 di Schubert, l’Etude op.25/5 di Chopin, e Humoresque di Schumann sono usciti nel frattempo su molte altre etichette.
BBC Legends: Brahms: "Die Schone Magelone" (Romances from Ludwig Tieck)
and Schubert: Lieder: Auf der Donau, Op.21, No.1 / Der Wanderer, D649 / An die Freunde, D654 / Prometheus, D674 / Aud Heliopolis II, D754 / Der Wanderer an den Mond, Op.80 / Fischerweise, D881. Dietrich Fischer-Dieskau. S.Richter (Brahms, Aldeburgh 1965), Britten (Schubert, 1972).
CD BBC LEGENDS BBCL 4255
Recensione del CD BBC Legends - J.Brahms – Die Schone Magelone/Schubert Lieder di Giorgio Ceccarelli Paxton
Delle numerose esecuzioni di Fischer-Dieskau e Richter di questo capolavoro brahmsiano ne esistono (finora) solo tre registrazioni. Quella in studio a Monaco nel luglio 1970 (reperibile sul recente BRILLIANT CLASSICS 92891), una live a Salisburgo il 30.07.1970 (uscita su cd ORFEO C 490 981 B) e un’altra live (su questo cd) a Aldeburgh del 20.06.1965.
Quest’ultima era uscita molti anni fa su etichette semi-pirata con una resa sonora non eclatante. Questo aspetto unitamente alla ormai difficile reperibilità delle stesse rende quantomai opportuna questa ristampa, fonicamente molto valida – come tutti i prodotti della BBC, da cui la nostra RAI avrebbe moltissimo da imparare – e con i due interpreti al top.
Il perennemente insoddisfatto Richter riteneva che “l’insistenza di Dieter su ogni vocale e su ogni consonante spesso tratteneva il libero fluire della musica ed io difficilmente mi adattavo a questa situazione”. Una volta tanto accantoniamo il giudizio di Richter, di cui conosciamo l’estremo autocriticismo, e godiamoci questo cd impreziosito da alcuni Lieder schubertiani con l’accompagnamento pianistico di Benjamin Britten.
DG: "Sviatoslav Richter. Pianist of the century". Complete Deutsche Grammophon Solo & Concerto Recordings
J.S. Bach, Beethoven, Chopin, Debussy, Haydn, Mozart, Prokofiev, Rachmaninov, Schubert, Schumann, Scriabin, Tchaikovsky
9 CD DG 477 8122
Recensione del cofanetto DG "Sviatoslav Richter. Pianist of the century" di Giorgio Ceccarelli Paxton
Nella mia modesta opinione questo cofanetto di 9 cd che afferma di riprodurre “l’integrale delle sue registrazioni per la Deutsche Grammophon” è un’operazione inutile.
Prima di tutto perché non è vero che sia un’integrale: mancano tutte le registrazioni dei Lieder di Schubert e Wolf fatte da Richter con D.Fischer-Dieskau per questa etichetta. Poi i tempi medi di ogni cd variano da 36 a 60 minuti, con una media di 51, troppo poco per un cd. L’idea di riprodurre i facsimile dei vecchi LP è carina, anche se non nuova, ma i testi riprodotti sul retro sono scritti in caratteri troppo piccoli e illeggibili. Ma, al netto di tutto ciò, vengono riproposti per l’ennesima volta sempre gli stessi concerti, gli stessi brani usciti ormai per la DG su decine di cd in collane economiche e non, che si suppone tutti gli appassionati ormai abbiano.
Questo è un cofanetto per i due estremi: per chi si avvicina a Richter solo adesso e per coloro che collezionano TUTTO del nostro Maestro. Solo su una cosa si può essere d’accordo: l’intitolazione del libretto di accompagnamento (che avrebbe potuto essere fatto molto meglio, soprattutto dal punto di vista storico, cioè della presentazione delle esecuzioni dei brani eseguiti, la loro storia, aneddoti sulle registrazioni ecc.): SVIATOSLAV RICHTER, IL PIANISTA DEL SECOLO.
Appian: "Sviatoslav Richter plays Schubert - The Neuhaus School". Early Schubert recordings
Schubert: Piano Sonata No. 16 in A minor, D845 - recorded in Moscow in March 1957. Piano Sonata No. 17 in D major, D850 - recorded in Moscow in August 1956. Impromptu in E flat major, D899 No. 2 - recorded in Moscow in 1950.
CD APPIAN APR5669
Recensione del CD APR - The Russian Piano Tradition: The Neuhaus School - Sviatoslav Richter, di Giorgio Ceccarelli Paxton
Un tutto Schubert con esecuzioni già uscite abbondantemente su altre etichette, non tutte così facili da reperire, comunque. Questo è il motivo per cui questo disco è raccomandabile, oltre che per il bel libretto introduttivo di Bryan Crimp. Non bisogna dimenticare, comunque, che Richter fu l’antesignano della riscoperta schubertiana in Russia (più o meno quello che fu Schnabel in Occidente) e che tutte le sue incisioni di Schubert sono degne di attento ascolto soprattutto a causa della loro modernità, particolarmente queste due sonate riproposte molto raramente nel seguito della sua carriera. Più interessante, forse, la collana The Russian Piano Tradition della Appian in cui si trovano incisioni di Lev Oborin, Yakov Flier, Emil Gilels, Grigorij Ginzburg, Yakov Zak, Konstantin Igumnov ed altri grandissimi nomi del pianismo sovietico.
Archipel 0465 - S. Richter - PROKOFIEV PIANO SONATAS
Prokof'ev: la Sonata nr.6 in La Maggiore op.62, Sonata nr.7 in Si bemolle Maggiore op.83, Sonata nr.9 in Do Maggiore op. 103 .
CD ARCHIPEL 0465
Recensione del CD Archipel - Prokof'ev di Giorgio Ceccarelli Paxton
Questo cd non presenta nulla di nuovo per i collezionisti di Sviatoslav Richter, ma per gli appassionati di musica d’arte e specificamente di letteratura pianistica e Prokofiev è un disco interessante.
Queste esecuzioni sono riprese dai cd PARNASSUS PACD 96013/14 e PARNASSUS PACD 96-001/2, di non facile reperimento in quanto etichetta statunitense con distribuzione Qualiton (se non vado errato) e di origine semi-legale.
Sono tutte esecuzioni dal vivo a Mosca: la Sonata nr.6 in La Maggiore op.62 è datata 6.10.1956, la Sonata nr.7 in Si bemolle Maggiore op.83 è del 16.4.1958, e la nr.9 in Do Maggiore op. 103 è del 9.9.1956, ma quest’ultima è soggetta a disputa, forse la data più probabile è 9.11.1956.
Siamo quindi nel pieno degli anni ’50. Le esecuzioni del Maestro sono splendide.
Nel complesso, potendo ormai usufruire degli ordinativi via internet sarebbe auspicabile procurarsi i doppi Parnassus succitati, che, unitamente ad altri dischi della stessa etichetta contengono concerti completi.



Caro Giorgio, prima di tutto vorrei ringraziarti per questa rubrica sulle novità richteriane, con la quale mi hai tolte molte castagne dal fuoco. Mi basta venir qui, ed ecco che apprendo quello che c'è da apprendere - se e quando l'incisione di un brano è già apparsa, la qualità sonora, se è indispensabile etc. Detto questo, ecco allora cosa penso delle intepretazioni chopiniane del Maestro. Il primo disco me lo consigliò l'avvocato Domenico Arcuri, che proprio il giorno in cui avevo deciso di comprare la semi integrale di A.Rubinstein coi soldi che avevo rubato ai miei genitori (dopo tutto la causa era nobile...), incontrai da Ricordi. Mi dissuase dall'acquisto, sottolineando comunque la grandezza di Rubinstein - non voleva che ascoltassi Chopin interpretato da un solo pianista - e mi aiutò a scegliere fra gli lp. Quando vide quello della DG Resonance (con la Terza ballata, gli studi op.10 n.1 e 12, la Polacca-Fantasia cui si aggiungevano Estampes e tre preludi di Debussy) commentò "Questo è un disco prezioso", e visto che aveva una grande influenza su di me, lo acquistai immediatamente. Fino a quel momento conoscevo soltanto le interpretazioni chopiniane di Horowitz, in particolare quella dello studio in do minore (Cbs). Trasferii il disco su nastro per poterlo ascoltare anche in macchina al mattino quando mio padre, rimanendo la mia scuola sulla sua stessa strada, mi accompagnava. Dopo poco tempo, divenne per me una esigenza ascoltare quel disco, e lo imparai a memoria. Una mattina, il prof. di matematica mi cacciò fuori dalla classe, e ricordo ancora benissimo la scena: ero li' nel corridoio da solo, e l'intero corridoio sembrava risuonare dell'interpretazione del Maestro, in particolare quel punto dello studio n.12 che mi aveva stupito se confrontato con quello di Horowitz, mi riferisco al punto in cui la mano sinistra ci porta all'episodio in sol# minore, dove Horowitz rallentava per conferire maggior peso all'accordo successivo. Richter, invece, non rallentava, eppure quell'accordo aveva un peso perfino maggiore, e alla fine decisi che l'intepretazione di Richter era superiore. Ricordo che, a tutta prima, Richter mi sembrò molto meno contrastato di Horowitz, quasi con un suono senza sfumature, non saprei definirlo, sicuramente molto diversi. Nonostante la "monotonia" sonora, Richter mi convinceva ogni giorno di più, per l'intensità del pensiero, quasi non avesse neppure bisogno del suono per incarnare il suo pensiero. I punti culminanti erano sempre trascinanti, mi riferisco alla Ballata n.3, l'episodio che inizia con la mano sinistra mormorante e che arriva, dopo la serie di sol#, alla vetta temporanea; Nella Polacca Fantasia, l'impressione fu la stessa e contraddittoria - basti pensare a come i suoni svaniscano nel nulla nell'introduzione e punti similari - eppure il suo suono continua a sembrarmi monocorde. Tant'è, quando provai io stesso i pochi passi della Polacca che le mie risorse tecniche mi consentivano, tentavo di riprodurre proprio quel suono "monocorde" che, definito cosi', può sembrare dispregiativo, ma che in realtà è come la neve che cade monocorde ma conferisce al paesaggio una specie di "realtà" ed atmosfera quasi irreali. Forse la forza della concezione del Maestro è troppo al di là di questo mondo, per aver bisogno del suono. (continua)
RispondiElimina(continua)Per dire la verità, non ho mai capito cosa intendano veramente con "tavolozza sonora", posso far finta di capirlo e stare al gioco, ma di fatto non lo capisco. Viene ogni tanto a casa mia il pianista genovese Andrea Bacchetti, e anche lui continua a riferirsi alla varietà sonora, alla tavolozza, alle sfumature, ed io annuisco come un automa. Una volta un amico mi disse che era rimasto piacevolmente sorpreso dalla varietà del mio suono al pianoforte, ma confesso di non aver capito neanche li' a cosa si riferisse in realtà, nonostante fossi rimasto contento dell'osservazione sicuramente positiva. Secondo me, la verità è che se si è veramente presi da una interpretazione, il suono svanisce, e rimane l'idea. Questa estate ho tentato di scegliere delle casse per il mio stereo in campagna, ed è stato un tormento: tutte quelle osservazioni che ascoltavo dai venditori, non significavano niente di niente, tanto che uno mi ha anche detto "strano, eppure tu suoni il pianoforte" e mi sono sentito un pò umiliato. In questi giorni - dopo essere diventato schiavo dell'iPod e il mio contiene 160 Gb, più o meno, se campionati a 128 kbps, il contenuto di1800 cd - sto ascoltando proprio i quattro Scherzi di Chopin e Bunte Blatter di Schumann. L'impressione è sempre la stessa, suono monocorde e senso del ritmo strabiliante, coi punti culminanti tutti sempre al posto giusto. Spesso preferisco il Richter che viene preso dal demone della musica, e va completamente "fuori", come nel finale della Quarta ballata presente nei cd registrati a Praga. Qui l'accelerando finale è tale da non consentire neppure che l'ultimo accordo duri più a lungo degli altri come è scritto, ma viene suonato quasi "staccato"! A tutt'oggi, rimane la versione della Quarta Ballata che preferisco, squilibrata finchè si vuole (scommetto, tiro a indovinare, che il Maestro non deve esserne rimasto contento) ma opera delle forze che si sono impadronite di Richter, per cui diventa difficile capire se "Richter suoni la Quarta Ballata" o se "Richter venga suonato dalla Quarta Ballata". Stessa cosa gli accade nel finale della Sonata in do minore di Schubert (quella in studio per la Eurodisc) , per niente esagerata come alle volte ho sentito dire, ma semplicemente testimonianza di forze potenti e indefinibili, basti ascoltare lo svanire della danza a ritmo di tarantella cui seguono come se quella fosse l'ultima parola su tutto, i due accordi conclusivi. O che dire del ritorno della parte lirica nel finale della Sonata in la minore D.784, dopo gli accordi di diminuita in fortissimo e i due pp? Quel suono, monocorde nel senso che sarebbe impensabile un altro suono, come se non gli fossero applicabili gli umani concetti che definiscono i colori, e gli ultimi quattro accordi ff come se fossero la voce di forze oscure che sanciscono il loro diritto a mostrarsi nella loro terrificante realtà (tutte parole senza senso, ma non riesco a trovarne di sensate), come se fossero state represse ed ora rivendicassero la loro legittimità a guidare gli uomini tramite le mani di Richter che ce le ha rivelate. Tutto qui, grossomodo penso la stessa cosa di tutto quello che ha interpretato il Maestro, ma tengo a mente anche nei momenti di furore ed asaltazione più sacri, che altri grandi uomini sono riusciti ad esprimere cose altrettanto grandi seguendo vie diverse ma uguali allo stesso tempo (altra frase senza senso ma spero che si capisca più o meno cosa penso).
RispondiEliminaComplimenti a Corrado Grandis per aver realizzato questo bellissimo “Laboratorio richteriano”. Un grazie a Giorgio Ceccarelli per le sue illuminanti recensioni (quanto ne avevamo bisogno!).
RispondiEliminaInfine un cordiale saluto a Medtner per i bei commenti che ha fatto...e in particolare per avere ricordato il famoso lp DG Resonance. Straordinario documento sonoro che mi ha fatto conoscere e amare il Chopin di Richter.
Francesco Ruaro