"Sviatoslav Richter – A 50 anni dai Concerti del Febbraio 1958 a Sofia"
Considerazioni
di Giorgio Ceccarelli Paxton
Nel febbraio/marzo del 1958 Sviatoslav Richter diede una serie di concerti in Ungheria, Bulgaria e Romania. Si trattava di una delle frequenti tourneè nei paesi dell'Est europeo, in quanto motivi politici ne impedivano ancora l'uscita dal blocco sovietico - cosa che sarebbe accaduta per la prima volta ad Helsinki con il concerto del 10 maggio 1960.
I concerti del 1958 furono importantissimi per Richter perchè cominciò ad essere conosciuto anche in Occidente, perchè le notizie su di lui cominciarono a circolare con frequenza ed in maniera dettagliata tra gli addetti ai lavori, perchè finalmente si riuscì ad avere una documentazione sonora dal vivo dei concerti del pianista russo. Infatti i concerti a Sofia del 24 e 25 febbraio 1958 furono i primi dischi di Richter ad essere commercializzati da un'etichetta occidentale, la Philips. In precedenza circolavano (con difficoltà di reperimento) dischi prodotti in Unione Sovietica, per lo più incisioni in studio, che potevano dare solo una pallida idea della maestrìa di Richter, sia a causa della carenza fonica delle incisioni, sia perchè Richter ha sempre dato il meglio di se stesso nelle incisioni dal vivo (o, almeno, questa è la mia modesta opinione).
Dei 7 concerti dati a Sofia nel febbraio '58 alcuni sono passati alla storia per la qualità straordinaria della resa artistica e per il fatto di essere stati registrati per primi e portati a conoscenza degli appassionati. Ora, il Richter del 1958, così come in genere il Richter degli anni che vanno dal 1945 al 1970 circa, era capace di interpretazioni di un virtuosismo diabolico ma nello stesso tempo pulitissime dal punto di vista della correttezza tecnica, così come dal lato espressivo, o, più in generale, dal punto di vista dello "specifico" artistico. Circolano tra gli appassionati registrazioni incredibili della Toccata di Schumann o del Mephisto Valzer di Liszt in cui l’aspetto virtuosistico è strabiliante. Ma Richter non è né ha mai voluto essere un "virtuoso" nel senso horowitziano del termine: il "virtuosismo", per lui, era solo un mezzo interpretativo, non il fine della interpretazione, secondo la visione mutuata dal suo maestro Neuhaus e, più in genere, da tutta la scuola pianistica russa.
I concerti di Sofia registrati dalla Philips di cui stiamo parlando avevano il seguente programma:
24/2/58
Schubert: Sonata nr.19 D 958
Schumann: Toccata op.7
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Musorgskij: Quadri da un'esposizione
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Rachmaninov: Preludio op.32/12 (bis)
Schubert: Marcia (bis)
Liszt: Sonetto del Petrarca 123 (bis)
25/2/58
Schubert: Sonata nr.13 D 664
Momento musicale op. 94 nr.1 D 780
Impromptu op. 90/2,3,4 D 899
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Liszt: Funerailles; Studio da concerto; Gnomenreigen; Notturno nr.2,3; 3 Valse Oublieè 1,2,3; Mephisto waltz
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Rapsodia Ungherese nr.17 (bis)
Feux follets (bis);
Eroica (bis)
Dei suddetti concerti sopravvivono nelle incisioni ufficiali Musorgskij e Rachmaninov del 24/2 e il Momento Musicale, gli Impromptu nr.2 e 4 (Schubert), i Valse Oublieè 1 e 2, Feux follets (Liszt) dal 25/2[1], con in più Harmonies du soir (Liszt) e lo Studio op. 10 nr.3 (Chopin).
E qui sorge il primo problema, perché tutte le incisioni ufficiali, dal primo vinile alle più recenti ristampe cd riportano questi due ultimi brani come appartenenti alle suddette date, ma sulla Concertografia essi non sono citati! Solo chi non conosce l’enorme acribìa di Richter può supporre che egli abbia dimenticato di citare questi due brani, ma allora qual'è la loro origine? Tra poco proporrò un paio di date alternative. Per il momento torniamo all’argomento di questa nota.
L'enorme successo commerciale di questi brani è dimostrato dalla vastità delle ristampe (con numeri di codice diverso, e quindi susseguitesi nel corso degli anni) che si sono avute soprattutto da parte della Philips, ma anche da parte di altre etichette che ne hanno acquistato i diritti.
Basti citare alcune cifre: fino ad un anno e mezzo fa (poi non ho più tenuto il conto) i Quadri da un'esposizione sono stati stampati su 19 LP diversi e 5 CD, mentre tutti gli altri brani variano dai 14 ai 17 LP diversi e dai 4 ai 6 cd. L'unico brano che ha avuto un visibilità minore è stato il Preludio op.32/12 di Rachmaninov, uscito solo su 4 LP e quindi divenuto subito oggetto di ricerca sfrenata da parte dei collezionisti, prima che fosse recentemente edito su ben 5 cd con numeri di catalogo diversi. Da un anno mezzo a questa parte ulteriori ristampe sono state fatte in varie collane più o meno economiche.
Fu la prima occasione di conoscere i Quadri da un'esposizione nell'interpretazione di Richter, in quanto una successiva interpretazione in studio, edita dalla Melodya, è datata 8 agosto 1958, ed è quindi successiva alla performance live di Sofia. Questa interpretazione è diventata di assoluto riferimento (e lo è tutt' ora dopo 50 anni, anche se alcuni appassionati le preferiscono o quella in studio o quella del 14 novembre 1956 a Praga, uscita su etichetta Praga Productions) per l'enorme senso dell'insieme che Richter riesce ad infondervi: i vari episodi e la stessa "Passeggiata" formano un'unico affresco musicale che fluisce nella maestosità della "Grande porta di Kiev" che sembra aprirsi davanti agli occhi dell'ascoltatore nella grandiosa celebrazione della Pasqua russa. Nessuno è riuscito finora a rendere questa unità di stile e maestosità in modo così mirabile; neppure nella versione orchestrale. Il pianoforte di Richter canta come un'orchestra e sottolinea tutte le sfumature in maniera mirabile.
Le esecuzioni di Schubert, Rachmaninov e di Liszt fanno anch'essi parte ormai della storia dell'interpretazione pianistica, ma vale la pena di spendere due parole per la lisztiana Harmonies di soir, l'undicesimo degli "Studi d'esecuzione trascendentale". Ispirato da una poesia di Baudelaire, questo brano riceve da Richter in questa occasione un'interpretazione straordinaria. Dalle prime note che evocano una notte stellata primaverile, calma e tranquilla, l'andamento rapsodico ci porta ad una parte mediana intima e raccolta che sfocia in un crescendo incredibile con l'acme del brano che è un inno alla fusione panteistica con la natura. Suoni, luci, colori, profumi sono rappresentati in una esplosione orgiastica di suoni che si placa poi lentamente in una sfumata lontananza. Un'esecuzione irripetibile, intrisa di perfezione tecnica e stilistica.
La storia delle registrazioni
Originariamente le registrazioni di questi concerti furono effettuate con il fine di riprodurle in una trasmissione radiofonica, e solo successivamente fu deciso di editarle su disco. La situazione logistica in cui vennero fatte queste registrazioni non fu delle migliori. I microfoni erano adatti soprattutto per la radiotrasmissione e non così sofisticati quali necessitano per registrazioni destinate a riproduzione discografica. In quel periodo invernale a Sofia ci fu un'epidemia influenzale di inusitata violenza, e molti spettatori non poterono fare a meno di tossire continuamente. Alla fine, però, un qualche tipo di registrazione venne fuori e qui si dovette vincere la resistenza di Richter stesso che, mai soddisfatto delle proprie esecuzioni, stette in forse a lungo prima di dare la sua approvazione: "il mio mignolo ha commesso un sacco di peccati" fu l'espressione più usata dopo aver ascoltato le registrazioni. Tutti e sette i concerti vennero registrati, ma egli bocciò le Sonate di Schubert, i Concerti per orchestra, il Liszt con gli Studi Trascendentali (eseguiti il 2 marzo) e molte altre cose che aveva eseguito come bis. Sul resto era ancora dubbioso, finchè fu Eugene Ormandy, in quel periodo in tourneè a Mosca con la Philadelphia Orchestra, che aveva ascoltato i nastri, a convincerlo a dare la sua approvazione per la uscita delle meravigliose esecuzioni di Musorgskij, Schubert, Chopin, e Liszt che troviamo immortalate su questo disco. Una storia a sè è l'esecuzione della Toccata di Schumann, che testimoni oculari di quel concerto descrivono come stupefacente, mai riascoltata dopo allora. Una leggenda (facile a sorgere quando si tratta di artisti leggendari [2]) vuole che Richter la suonasse al termine di 40 minuti di bis del 24 febbraio, ma al momento della sua esecuzione, gli ingegneri del suono avessero terminato il nastro.
In realtà non solo non vi furono bis di 40 minuti, ma Richter la eseguì a chiusura della prima parte del concerto (ctr. programma) [3]. Non sappiamo che fine abbiano fatto, allo stato attuale, le registrazioni che non sono state edite commercialmente. La probabilità maggiore è che le registrazioni siano state effettuate da tecnici sovietici per conto della Melodia e successivamente fornite alla Philips solo quelle approvate dal Maestro. E' solo una supposizione, ma c’è il timore che, se così fosse, potremmo ritenerle perse. Rimane infatti difficile pensare che, in caso di proprietà Philips, sarebbero potute andare perdute, considerando quanto la Philips stessa successivamente pubblicò di Richter. Qualcosa avrebbe potuto confluire nel cofanetto di 21 cd (e successive riedizioni), nel quale invece, a parte le imprecisioni di alcune date (elemento comune alla EMI), non vi è traccia di esecuzioni antecedenti al 1963. Mettere le mani (nel senso letterale del termine) negli archivi delle Radio non solo sovietica, ma anche degli altri stati satelliti, rimane il sogno di ogni collezionista delle perle artistiche di Sviatoslav Richter.
Programmi degli altri concerti di Sofia
21/2/1958
Brahms: Concerto nr.2 op.83, direttore Konstantin Iliev
22/2/1958
Brahms: Concerto nr.2 op.83, direttore Konstantin Iliev
Debussy: La valleè des cloches (bis)
Debussy: Les collines d’Anacapri (bis)
27/02/1958
Mozart: Concerto nr.20 K 466, direttore Konstantin Iliev
Chopin: Notturno op.15 (bis)
28/2/1958
Tchaikovskij: Concerto nr.1 op.23, direttore Konstantin Iliev
2/3/1958
Schubert: Sonata nr.16 op.42 D 845
Liszt: Etudes d’execution trascendentale nn.1, 2, 3, 5, 11
Liszt: Mephisto Waltz
Liszt: Rapsodia ungherese nr.17 (bis)
Liszt: Gnomenreigen (bis)
Liszt: Valse oublieè nr.3 (bis)
[1] In realtà l’esecuzione potrebbe anche essere dai bis del concerto del 2 marzo
[2] Un’altra leggenda vuole che Richter abbia eseguito nella stessa serata il Primo concerto di Tchaikovskij e il Secondo di Brahms
[3] Si può averne comunque un’idea in quanto sono disponibili registrazioni della Toccata in questo periodo, tipo Budapest 9.9.1958 e Mosca 16.4.1958, oltre ad un Mosca 5.6.1951 di origine amatoriale.
Articolo scritto da Giorgio Ceccarelli Paxton per il nostro Blog - 26 Ottobre 2008 - Sviatoslav Richter Recordings and Videos.
Un sentito ringraziamento per l'amichevole contributo di Giorgio Ceccarelli-Paxton
Non trovo le parole per esprimere quello che provo leggendo questi considerazioni!
RispondiEliminaGrazie Corrado,
Grazie Signor Giorgio Ceccarelli Paxton,
Els van Wolfswinkel
Colgo l'occasione per esprimere la mia stima a Valerij Voskobojnikov e un grazie di cuore per l'incorragiamento dato a Corrado, l'autore di questo blog meraviglioso!
RispondiEliminaEls van Wolfswinkel
Grazie e bentornata Els!
RispondiEliminaVoglio anch'io ringraziare pubblicamente il Maestro Valerij Voskobojnikov e il "richteriano" d.o.c. Giorgio Ceccarelli-Paxton.
Già da tempo mi hanno sostenuto nel mio lavoro...e non potrò mai dimenticare le loro gentili ed incoraggianti parole!
Oggi per me é una gran bella giornata.
Sarà così anche per i nostri lettori, senza dubbio!
Corrado Grandis